Il Decreto arcivescovile “Ministri straordinari della Comunione e responsabilità dei presbiteri circa il ministero eucaristico”

(I  Domenica di Avvento 1981)  intende favorire la partecipazione dei fedeli, in modo particolare dei malati, alla Comunione eucaristica.

Il ministero straordinario della Comunione eucaristica ai malati e agli anziani è una delle manifestazioni concrete della sollecitudine della Chiesa con cui la comunità dei fedeli viene richiamata a considerare il prezioso arricchimento che la Comunione frequente dei fratelli infermi rappresenta e il grande aiuto dell’Eucaristia grazie alla quale essi sono stimolati a offrire le sofferenze della malattia, a sopportarle con pazienza e speranza, a “compimento”  della passione di Cristo e “a favore del suo corpo che è la Chiesa.

Nel ministero straordinario dell’Eucaristia per gli infermi si vuol sottolineare la grande vocazione della Chiesa a vivere in un costante atteggiamento di servizio ad immagine del suo Signore.

 

Ricevere Gesù a casa propria.


Info: suor Vincenza


L’Eucaristia è il vertice e la sorgente di tutta la vita cristiana. Il cristiano, che ha scelto Gesù come centro della sua vita, non può non desiderare di unirsi a lui nell’Eucaristia.  Vi sono fedeli, malati, anziani, che non possono partecipare alla Messa. Eppure sentono viva l’esigenza della Comunione sacramentale. Oggi la Chiesa, anche attraverso i “ministri straordinari” della Eucaristia, offre ai fedeli la possibilità di “ricevere Gesù” a casa.

Il ministero straordinario della santa Comunione, in quanto servizio liturgico intimamente connesso con la carità , impegna chi lo esercita a inserirsi attivamente nella propria comunità parrocchiale e a dare testimonianza di vera pietà eucaristica, e  a partecipare a momenti comunitari.

Per questo ministero  sono impegnati  17  ministri del culto Eucaristico, seguiti da sr. Vincenza OMVF.

 

Domenica delle Palme: in questo giorno particolare, inizio della “Settimana Autentica”, i  ministri straordinari dell’Eucaristia vengono solennemente inviati a portare la Comunione ai malati, con gli auguri pasquali di tutta la Comunità. La stessa cosa si ripete la domenica delle Giornate Eucaristiche annuali.

 

Adorazione Eucaristica mensile  (1° Venerdì del mese) la preparazione è affidata ad uno del ministri straordinari. Le riflessioni, le preghiere, le intercessioni, in accordo col Parroco, si riferiscono, ogni volta, o a  momenti particolari dei tempi liturgici o ad eventi ecclesiali di particolare interesse.

 

Giornate Eucaristiche: anche per queste giornate la preparazione a tema delle tre adorazioni comunitarie, sempre in accordo col parroco, sono preparate da un ministro straordinario e stampate ad opuscolo in più copie per tutta l’assemblea.

 

Servizio nella Residenza per anziani di p.le Brescia:

qui vi sono, due volte la settimana, due ministri straordinari.

La prima esperienza di doposcuola parrocchiale ebbe inizio nell’anno scolastico 89/90 e si protrasse fino al 1997. Inizialmente rivolto alle elementari ( allora non esisteva l’attuale tempo pieno che funge anche da doposcuola ) ed alle medie inferiori si svolgeva per 3 volte alla settimana dalle ore 17 alle 18,30, ma fu ben presto esteso anche alle medie superiori ed allargato progressivamente nell’orario. Anche il numero degli allievi dall’iniziale ventina arrivò alla fine ad un centinaio con uno svolgimento delle lezioni dal lunedì al venerdì in orario 15,30 – 18,30. Coordinato dalla abile guida della sig.ra Chiucchini Rossana anche il corpo docente, tutto basato sul volontariato, si espanse dalle 6 unità iniziali alle ca. 40 finali, coinvolgendo maestre, professoresse,  studenti liceali degli ultimi anni ed universitari.


Oggi:  ogni mercoledì e venerdì

ore 15.00 - 17.00
 

Responsabile : Flavia Matella


Come ben comprensibile una esperienza molto ricca ed intensa, condotta in stretto collegamento con l’attività oratoriale e di catechesi e le scuole frequentate dagli alunni e che terminò purtroppo per problemi organizzativi e di spazio.

 

Dopo 9 anni di assenza ha ripreso finalmente vigore anche questa attività caritativa. Riportiamo qui di seguito la testimonianza delle volontarie che, coordinate dalla sig.ra Ortoleva Flavia sostengono questa opera educativa e che ben ne descrive le finalità , l’impegno e i frutti. Sono le stesse ragioni e motivazioni che, pur in contesti diversi, hanno sostenuto l’esperienza precedente e siamo certi che lo Spirito di Carità ne permetterà nel tempo una crescita altrettanto eclatante.

 

“ All’inizio di novembre 2006 abbiamo dato inizio in parrocchia a un doposcuola per aiutare nello studio i ragazzi delle medie inferiori. La richiesta ci era stata fatta da varie fonti e in particolare da suor Cecilia delle Oblate di Maria Vergine di Fatima che, come responsabile Caritas, quotidianamente recepiva e tentava di dare risposta ai molti bisogni materiali della nostra parrocchia. Un certo numero di famiglie, per ragioni diverse, la sollecitava a trovare un supporto post-scolastico sistematico per i loro figli. C’era stata fino allora una risposta parziale: alcuni volontari si erano prestati per lezioni individuali di recupero mentre altri alunni di media inferiore erano stati indirizzati al doposcuola della parrocchia di san Nabore. Ma l’ottimale sarebbe stato avviare una nostra attività regolare, con orari di frequenza settimanale definiti e pluralità di materie di insegnamento. Insomma il bisogno c’era ed aspettava una nostra disponibilità.

L’altro fattore che ci ha mosso è quello di una emergenza educativa a cui spesso la scuola non sa dare risposta. A noi cattolici è evidente per i ripetuti e pressanti richiami di questi anni del Magistero della Chiesa, ed è anche delineata da numerose ricerche sociologiche ( di cui alcune laicissime ) e convalidata dalla gravità di atti che i media periodicamente ci mostrano.

In risposta a questa richiesta abbiamo iniziato un doposcuola, due pomeriggi alla settimana, utilizzando le aule di catechismo nelle ore in cui erano libere (15-17). Abbiamo seguito inizialmente 7 ragazzi di cui qualcuno a rischio non solo scolastico e gli altri con genitori occupati in attività lavorativa tale da impedire un supporto costante da casa durante il pomeriggio. Dopo le vacanze di Natale il numero dei ragazzi è cresciuto fino a raddoppiarsi.

Abbiamo iniziato in un piccolo gruppo di adulti, ex insegnanti, cui via via si sono aggiunti qualche studente  e qualche altro adulto.

La nostra preoccupazione, alla luce dell’esperienza di insegnamento a scuola, è stata quella di creare un luogo di silenzio e concentrazione, dove i ragazzi – anche quelli con poca voglia - potessero lavorare con serietà, imparando a poco a poco un metodo da riutilizzare anche a casa, quando si trovano a fare i compiti da soli. Per questo la prima cosa da fare è stata ascoltarli con attenzione, sollecitandoli a individuare e farci presente gli argomenti in cui avevano maggiormente bisogno di aiuto e rispiegandoli loro possibilmente con lo stesso metodo usato a scuola, per evitare di ingenerare confusione. Così facendo abbiamo cominciato a conoscerci meglio e il dialogo si è approfondito, fino ad arrivare in qualche caso ad affrontare problemi che esulavano dalla scuola, ma che risultavano faticosi per loro.

 Per alcuni alunni abbiamo preso contatto con gli insegnanti della scuola di provenienza. In ogni caso abbiamo sempre avuto la preoccupazione di affrontare i ragazzi globalmente, non soffermandoci solo all’aspetto scolastico.

Il successo dell’attività del doposcuola è stato tale che all’inizio dell’anno scolastico 2007/08 abbiamo avuto la richiesta di iscrizione da parte di una quindicina di ragazzi, che nel secondo quadrimestre è aumentata fino a 20. Le scuole di provenienza sono: Monteverdi, Negri, Martinetti e Mameli. Attualmente gli educatori sono 7 insegnanti in pensione, coadiuvati da una decina di universitari che intervengono a turni quindicinali. Due insegnanti operano due volte alla settimana garantendo il coordinamento e una continuità di metodo e d’intervento, i colloqui con i genitori e, se necessario, con gli insegnanti della scuola media di provenienza degli studenti. E’ in atto, inoltre, un lavoro periodico di preparazione e verifica dell’intervento didattico e pedagogico con incontri fra i docenti e di confronto con altre esperienze di doposcuola, per favorire un lavoro serio e una metodologia unitaria di intervento da parte di tutti gli operatori.

La cosa più importante di cui ci siamo accorti è che per aiutare un ragazzo nello studio occorre accoglierlo integralmente con tutte le sue caratteristiche umane, positive e negative, dimostrandogli che la sua persona è importante per noi, che mettiamo a disposizione un po’ del nostro tempo per lui senza chiedere niente in cambio, con la preoccupazione di fargli una proposta educativa che implichi tutta la sua persona e le sue esperienze. E questo non avviene attraverso bei discorsi o “pacche sulle spalle”, ma attraverso la condivisione di quello di cui loro hanno bisogno in questo momento, lo studio.

Altro elemento emerso dall’esperienza di questi due anni è stato l’importanza del rapporto con le famiglie. Siamo stati pronti ad ascoltare quei genitori che desideravano condividere con noi i problemi legati all’educazione dei loro figli, accompagnandoli per quel che potevamo in un compito spesso arduo, che condiviso può diventare più leggero. Quest’anno in particolare abbiamo invitato i genitori a partecipare all’incontro organizzato dalla Sezione Sociale del Centro Culturale san Protaso con lo psicoterapeuta dott. Banzatti sul tema “affettività nei ragazzi” e abbiamo in programma altri incontri con una psicologa sul tema” rapporto genitori-figli “.

Si tratta anche per noi educatori di un’esperienza non sempre semplice, ma globalmente ricca e bella, che ci interpella a giocarci fino in fondo e a chiederci continuamente perché lo facciamo. La risposta è semplice: “chi ha sperimentato su di sè l’amore di Cristo nella sua Chiesa non può che desiderare di comunicarlo agli altri “.

 

 

Va ricordato infine che, anche se non in forma così strutturata ma sempre grazie alla disponibilità di volontari parrocchiani, continua l’aiuto allo studio individuale che fa fronte a esigenze particolari che di volta in volta si evidenzino ai responsabili Caritas parrocchiali.

Fondate a Roma nel 1944, (Associazione Cristiana Lavoratori Italiani) definite da Pio XII “cellule dell’apostolato cristiano moderno”, approdano a Milano nel ‘45 per contribuire ad elevare le condizioni di vita dei lavoratori alla luce dell’insegnamento sociale della Chiesa.

Diedero, subito, vita alle seguenti attività: costituzione di nuclei aziendali, servizi sociali di Patronato, pubblicazione del “Giornale dei lavoratori”, creazione di Circoli in ogni parrocchia, spacci e cooperative di consumo e costruzioni di “casa del lavoratore”.

Il circolo ACLI  nasce in parrocchia nel 1955 con Enzo Serra, presidente e don Mario Carugo, assistente.


Oggi:  ogni lunedì  ore 9.00 - 12.00
 

Responsabile : Giovanni Garuti


L’attività dei primi anni avviene in collaborazione con le strutture parrocchiali e in collegamento con l’ACLI cittadina.

Incontri sulle questioni d’attualità, gite sociali, giornata dell’assistenza del Patronato, presenza alle manifestazioni popolari in piazza del Duomo, partecipazione ai corsi residenziali estivi, informazioni sulle vacanze presso case affiliate alla sede centrale ACLI.

Nel 1965 viene organizzata la Fiera del libro, ospitata dalla Biblioteca parrocchiale fino al 1970 in occasione del Natale e della Festa Parrocchiale: in quei 5 anni vengono venduti oltre 4000 libri, dal “Giornale dell’anima” di Papa Giovanni XXIII, alla Bibbia in edizione economica della s. Paolo, oltre alla saggistica, ai romanzi e ai libri per ragazzi.

L’anno dopo, 1966,  in collaborazione con la D.C. locale,viene costituita la Cooperativa Edilizia “Osoppo” del Consorzio ACLI CASA che costruirà 69 appartamenti nelle vie Massarenti e Bisleri su territorio della parrocchia s. Protaso.

Nel 1969 si raggiungono i 140 iscritti, mentre si alternano i presidenti da Renzo Gilli, a Candido Bergonzoli, a Mario Zerbi, a Umberto Pellegrini e a Giovanni Garuti, che entrerà nella presidenza provinciale e verrà anche eletto consigliere nazionale.

Si attraversano gli anni del Concilio, di Giovanni XXIII e di Paolo VI, dell’autunno caldo sindacale e delle strategie delle riforme, della contestazione studentesca, con il coinvolgimento del Circolo che vive le tensioni e le speranze di cambia mento dei rapporti di lavoro e della società.

Nel  luglio 1970 viene organizzata in parrocchia un’assemblea degli inquilini sfrattati da via Rembrandt (angolo p.le Velasquez) e nel 1972 il Circolo esce dalla parrocchia e si trasferisce in uno scantinato delle case popolari di via Albertinelli  7, in “campo aperto”, dove svolge un’azione condivisa con altre forze sociali e politiche del quartiere.

Il ritorno e l’ospitalità in parrocchia nel 2000 apre spazi per riprendere attività di consulenza sociale del Patronato e contatti con le altre Associazioni parrocchiali.