La composizione della testata di questo mensile merita una spiegazione.

Compare, innanzitutto, la riproduzione del compatrono della parrocchia e contitolare della sua chiesa: Su tratta di S. Protaso, Vescovo milanese del 4° secolo, così come è raffigurato nella serie dei nostri vescovi, attualmente conservata nel Museo diocesano (una copia stampata su tela è collocata alla sinistra del nostro altare). Il vescovo Protaso è ritratto mentre scrive, in difesa della verità cattolica su Gesù uomo e Dio, allora oscurata dall’eresia ariana, che negava la divinità di Cristo. Da qui il primo significato: il quartino è uno strumento della nostra piccola tradizione ecclesiale, che custodisce e diffonde la buona notizia evangelica.

Compaiono pure i volti dei due fratelli martiri Protaso e Gervaso, anch’essi vissuti a cavallo del 3° e 4° secolo. (Sono particolari dell’affresco che vediamo nell’abside della nostra chiesa).

Se il vescovo Protaso difese con la penna la verità cristiana, i martiri la proclamarono con l’offerta della loro vita. La loro testimonianza non può che proseguire nella nostra.

La parola “InForma” suggerisce, in primo luogo, lo scopo di comunicare meglio come nella comunità parrocchiale è messo in pratica il Vangelo nel tempo che ci è dato da vivere; in secondo luogo scomposta in due parole, richiama la forza, la vivacità, il coraggio, la fermezza nel difendere e nell’annunciare a tutti la salvezza che ci è data in Cristo, la Parola vivente.

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